Congedo per paternità 2020.

Congedo per paternità 2020.

Il congedo per paternità nel 2020. In cosa consiste. Come richiederlo. Cosa cambia rispetto al 2019.

Per tradizione e per natura, è la madre a prendersi cura del bambino appena nato. È una legge ancestrale che regola il mondo degli esseri viventi. La genitrice, dopo aver messo al mondo una nuova vita, cura e protegge i suoi piccoli e la donna fa lo stesso con il neonato.

In passato la donna non lavorava, la sua funzione era quella di badare ai figli e ai bisogni della famiglia. Con l’avvento della donna nel mondo del lavoro, il diritto ha pian piano tentato di conciliare la figura della lavoratrice con la figura della donna madre, riconoscendole la possibilità di lavorare e al tempo stesso prendersi cura dei figli, soprattutto in tenera età.

Tale mezzo è stato riconosciuto mediante l’ormai consueto strumento del congedo per maternità, in cui alla madre lavoratrice dipendente viene concesso un esonero retribuito dal suo impiego per il tempo necessario affinché possa tutelarsi negli ultimi mesi della gravidanza e nei primi mesi di vita del neonato.

Un neo papà può ottenere un periodo di permesso per la nascita di suo figlio? La risposta è sì, dal 2013 è stato riconosciuto anche al padre del neonato il c.d. congedo per paternità.

Mediante questa tipologia di congedo, anche al padre viene concesso un esonero da lavoro per alcuni giorni dopo la nascita del bambin e nel corso degli anni, tale esonero viene esteso dal punto di vista tempistico.

A tal proposito, le domande che si pongono in questa sede sono le seguenti: Cos’è il congedo per paternità? Come si richiede? Cosa cambia rispetto agli anni scorsi?

Se vuoi conoscere la risposta a queste domande, continua e leggere l’articolo, in cui viene spiegato in cosa consista il congedo per paternità, come si ottenga e cosa sia cambiato rispetto allo scorso anno.

Il congedo per paternità. Cos’è e come si richiede.

Il congedo per paternità è un’agevolazione che consiste in un permesso retribuito in cui anche il padre di un bambino può assentarsi dal lavoro per occuparsi del figlio o per supportare la madre. È stato introdotto per la prima volta per mezzo della legge Fornero, in cui sono stati concessi al neo papà (per gli anni dal 2013 al 2015) due giorni di permesso da lavoro. In particolare, la legge suddetta concedeva un giorno obbligatorio e un giorno facoltativo.

A tal fine occorre fare una distinzione tra i giorni di congedo obbligatorio e i giorni di congedo facoltativo:

I giorni di congedo obbligatorio sono quelli che spettano di diritto al padre del bambino, quelli di congedo facoltativo sono quelli/o “in più” che il papà può eventualmente utilizzare se la madre decide di non usufruire di un giorno previsto dal congedo per maternità. I giorni di congedo sono progressivamente aumentati anno dopo anno.

Il congedo per paternità può essere richiesto entro cinque mesi dalla nascita o dall’affido/adozione del bambino ed è un diritto autonomo rispetto a quello della madre, ovvero può essere richiesto indipendentemente dal fatto che la madre sia o meno in congedo per maternità.

Il congedo suddetto può essere richiesto da qualunque padre naturale, adottivo/affidatario, che sia qualificato come lavoratore dipendente. Durante i giorni di congedo il lavoratore è retribuito al 100% o dal datore di lavoro o direttamente dall’ INPS.

Il periodo di permesso di cui può usufruire il papà può essere richiesto in due modalità differenti:

  • se ad anticipare il conguaglio è il datore di lavoro, mediante lettera scritta a quest’ultimo almeno quindici giorni prima della presunta nascita, dichiarando di voler utilizzare i giorni di congedo e specificando di quali giorni vuole usufruire, di seguito sarà il datore di lavoro a comunicare il congedo attraverso il flusso Uniemens all’INPS;
  • oppure se ad erogare lo stipendio è direttamente L’INPS, la richiesta deve essere inoltrata dinnanzi allo stesso ente mediante organismi di patronato oppure per via telematica sul sito Inps, o chiamando il numero verde.

N.B. se vuoi dimostrare l’effettiva nascita di tuo figlio al fine di richiedere il congedo puoi ottenere qui un certificato di nascita.

Come cambia il congedo per paternità del 2020?

Con il passare degli anni, i giorni concessi per il congedo in questione sono passati da 1 obbligatorio e 1 facoltativo fino ad arrivare nel 2019 a 5 giorni di permesso obbligatorio e 1 facoltativo.

Il progetto del 2020 è quello di portare i giorni di permesso obbligatorio a 7 in totale più 1 facoltativo.

Quindi nel 2020 al neo papà spetterà un’intera settimana di permesso retribuito per stare con la sua famiglia e la retribuzione dovuta sarà calcolata sull’importo dell’ultimo stipendio mensile prima del congedo.

Quanto detto è previsto della legge di bilancio del 2020, che oltre a trovare le sue matrici nella volontà di agevolare una nuova famiglia, ha un ulteriore imput da parte della direttiva europea del 4 Aprile del 2019 alla quale l’Italia dovrà adeguarsi entro 3 anni. La direttiva prevede che per i neo papà i giorni di congedo saranno 10 in totale, quindi, il nostro paese, comincia con l’estendere il periodo di congedo per paternità da 5 a 7 giorni. Le modalità di richiesta del congedo resteranno invariate.

In attesa che tale progetto entri in vigore con la legge di bilancio del 2020, chiudiamo l’articolo con una citazione del filosofo e scrittore Frank Smith Pittman III “La persona che teme di diventare padre non capisce che la paternità non è qualcosa di perfetto che fanno gli uomini, ma qualcosa che perfeziona l’uomo. Il prodotto finale dell’allevare dei bambini non è il bambino ma il genitore.”

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Dott.ssa Martina Cardia

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