IL LEGATO DI PASSWORD

IL LEGATO DI PASSWORD

Il legato di password si configura come il lascito avente ad oggetto la chiave di accesso senza la quale sarebbe precluso l’ottenimento del patrimonio digitale del de cuius.

Molti dei tuoi beni, con valore economico/patrimoniale od anche squisitamente affettivi, sono gestiti digitalmente e magari protetti da password, vuoi perché riposti in una risorsa fisica come pc/tablet o cellulare, vuoi perché contenuti in dei siti internet cui si accede con nome utente e password. Se anche tu vuoi sapere cosa accadrà ai tuoi dati digitali al momento della tua morte continua a leggere.

Con lo svilupparsi delle nuove tecnologie informatiche vi sono sempre più beni digitali degni di attenzione giuridica per il loro valore economico e/o personale. Oggi giorno gran parte dei dati digitali è protetta da password, si pensi al computer personale, al cellulare, la casella di posta elettronica o l’accesso a vari siti internet e servizi.  Senza l’inserimento della password corretta viene negata la gestione dell’account, nonché la possibilità di visualizzare i dati protetti. Generalmente solo il titolare dell’account è a conoscenza della password per accedervi, questo può generare dei problemi per il momento in cui questi avrà cessato di vivere, soprattutto poiché gli eredi potrebbero non sapere dell’esistenza di file protetti, né delle relative chiavi di accesso, rendendone difficoltoso se non impossibile il recupero, se non con l’ausilio di hackeraggio informatico professionale. (se vuoi conoscere chi sono gli eredi del de cuius puoi chiedere qui uno stato di famiglia storico).

Non vi è dubbio che tali dati possano essere trasmessi mortis causa, a meno che non si tratti di password inerenti attività lavorative presso terzi, o nel caso in cui il contratto stesso ne preveda l’incedibilità. Si ritiene infatti che le password siano assimilabili ai documenti di legittimazione di cui all’art. 2002 cod.civ., liberamente cedibili.

Come fare ad assicurarsi che i dati digitali, i documenti, e tutti file protetti da password, vengano gestiti secondo la nostra volontà, quando avremo smesso di vivere?

È consigliabile disporre delle proprie password e del proprio patrimonio digitale, mediante testamento con una istituzione di erede o mediante un legato, chiarendo qual è la propria volontà al riguardo. È importante porre attenzione al fatto che, la forma testamentaria classica redatta innanzi al notaio è quella del testamento pubblico, che rende conoscibili le disposizioni testamentarie, inoltre anche il testamento olografo viene pubblicato successivamente alla morte del de cuius. Per questo motivo è sconsigliabile prevedere un legato di password con esplicita indicazione dei dati necessari per accedere all’account, chiunque legga il testamento pubblicato difatti potrebbe utilizzarle, ed inoltre una qualunque variazione delle credenziali renderebbe necessario un nuovo testamento, con impiego di tempo e una maggior costo economico ove si facesse testamento di fronte a un notaio.

Qual è il modo migliore per trasferire le password tramite il testamento?

Nel tempo sono state sviluppate varie tecniche per trasferire mortis causa le credenziali di accesso a file, documenti ed account, con lo scopo di tutelarne la segretezza.

Legato di cosa da prendersi in un certo luogo.

Una prima soluzione è quella di predisporre il legato di password come legato di cosa da prendersi in un certo luogo, ex art. 655 cod. civ.; L’oggetto del legato, ovvero le chiavi di accesso ai dati digitali, verranno individuate solo mediante il riferimento ad un luogo determinato, indicato dal testatore. Ad esempio si potrebbero scrivere su un foglio sigillato dentro una busta, indicando nel testamento il luogo ove questa si trova. Tale soluzione però non impedisce ad altri soggetti di entrarne in possesso, dal momento che con la pubblicazione del testamento il luogo ove si trovano dette password sarà individuabile anche da terzi. (Se vuoi richiedere la pubblicazione di un testamento e necessiti di un estratto dell’atto di morte del testatore clicca qui per ottenerlo).

Mandato post mortem exequendum.

Altra soluzione, ai fini di portare a conoscenza di un determinato soggetto, le credenziali necessarie per accedere a determinati dati, dopo la morte del de cuius, è quella di utilizzare un mandato post mortem.  Tale particolare forma di mandato costituisce un contratto la cui esecuzione avverrà dopo la morte del mandante. Volendo semplificare, il titolare della password incarica un altro soggetto di far si che una persona determinata possa accedere ai dati digitali dopo la propria morte. Si ritiene che tale mezzo sia utilizzabile per il fine preposto dal momento che il mandato post mortem exequendum non ha validità solo ove l’incarico abbia come oggetto un’attribuzione di tipo patrimoniale, cosa che non avviene in questo caso poiché l’incarico consiste solo nel consentire l’accesso a determinati dati contenuti in un pc/tablet/cellulare, o in un sito internet, e non nel disporre direttamente di tali dati.

Nomina di un esecutore testamentario.

La soluzione che sembra preferibile, nonchè la più sicura, adottata anche nei paesi di common law, è la nomina da parte del testatore di un esecutore testamentario che consegni la password e gli altri dati di accesso direttamente ad un determinato soggetto.  Compito dell’esecutore testamentario, accanto all’amministrazione del patrimonio ereditario è l’esecuzione delle disposizioni testamentarie, che possono avere come oggetto la consegna delle credenziali, oppure direttamente la cancellazione dei dati digitali di proprietà del testatore.

Utilizzo di siti specializzati.

Per ovviare ai problemi legati al trasferimento delle password una volta venuto a mancare il titolare, sono nati negli anni dei siti internet specializzati che offrono dei servizi automatizzati di conservazione delle credenziali. Il servizio consiste solitamente nell’invio periodico di e-mail o altro tipo di messaggistica all’utente, che deve rispondere entro un certo periodo di tempo. Se l’utente non dovesse rispondere seguiranno altri messaggi con cadenza sempre più ravvicinata fino allo scadere del termine, concordato preventivamente con l’utente. La mancata risposta di quest’ultimo presuppone la sua dipartita, con la conseguenza che le sue password e dati di accesso verranno consegnati al soggetto indicato al momento di stipulazione dell’accordo. I rischi di tale soluzione consistono nel fatto che se l’utente concorda un termine troppo breve, potrebbe accadere che le sue password vengano mandate al soggetto stabilito anche se effettivamente egli è ancora in vita. Tanti possono essere i motivi che portano a non rispondere ad e-mail per lungo tempo, come ad esempio una degenza in ospedale. Inoltre potrebbe anche accadere che il sito internet che offre i detti servizi chiuda prima della morte dell’utente, anche se in questo caso si avrebbe il tempo di cercare altre soluzioni, a meno che non siano eventi contestuali. Altra critica a tale soluzione è l’affidamento delle proprie password a dei siti gestiti da soggetti di cui non si conosce l’affidabilità. Nel caso di un mandato post mortem e nella nomina di un esecutore testamentario è il testatore a scegliere direttamente la persona che ritiene più affidabile, cosa che non avviene nella scelta del sito specializzato, dove i dipendenti possono cambiare facilmente.

Designazione del cd. Contatto erede ed Inactive Account Manager.

I problemi che potrebbero nascere dall’affidamento a siti specializzati possono essere ovviati affidandosi ai servizi offerti dallo stesso gestore dell’account le cui credenziali trattasi. In questo modo i dati personali non vengono gestiti da terzi ma dallo stesso sito che li detiene già. Alcuni dei siti di fama mondiale come Google o Facebook, offrono direttamente ai loro utenti la possibilità di designare il cd. Contatto erede, oppure di stabilire che alla propria morte l’account venga eliminato con tutti i suoi contenuti. In particolare se parliamo di Facebook viene data la facoltà non solo di scegliere un contatto erede, ma anche di decidere quali operazioni fare con l’account. In ogni caso resta precluso al contatto erede di eliminare o modificare i vecchi post, di rimuovere gli amici e di leggere i messaggi privati che l’utente si è scambiato con i propri contatti. Quanto ai servizi offerti da Google, troviamo l’Inactive Account Manager con il quale si può decidere che vengano eliminati tutti gli account Google se inattivi per un certo periodo di tempo, oppure che venga contattata una persona di fiducia, tramite inserimento del suo numero di cellulare, che potrà accedere ai dati che l’utente ha scelto di condividere con lei, quali ad esempio Blogger, Drive, Posta e Youtube.

Conosciuto il ventaglio di soluzioni non ti resta che scegliere quella più adatta alle tue esigenze.

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